AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione ADM, il RUA e quanto costa davvero un bonus
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Il vocabolario del mercato italiano è rimasto fermo a un acronimo che non esiste più. «AAMS» — l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato — è stata assorbita dall’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e ancora oggi quella parola circola sulle schedine, nelle conversazioni al bar e nelle ricerche di chi cerca «aams scommesse in italia». Dietro la sigla, però, non c’è più un ufficio: c’è un regime nuovo, il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, entrato in vigore per la parte operativa il 13 novembre 2025 dopo un bando che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni.
E qui arriva la prima conseguenza, quella che nessuno mette in vetrina. La concessione non è un attestato di qualità che un operatore si tiene in tasca: è un titolo a termine, massimo nove anni, senza rinnovo automatico. Chi ha una licenza nel 2026 la deve difendere entro una scadenza scritta nel bando, e chi non la ottiene non può semplicemente aspettare che il mercato cambi idea. Per il giocatore questo significa che la domanda «è legale questo sito?» non ha una risposta eterna. Ha una risposta datata al 25 ottobre 2026, quando l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza contava 52 righe, con codici che vanno da 16000 a 16051.
Il numero che conta, però, è un altro, ed è il motivo per cui questa pagina esiste. Un nome sull’elenco non dice quali giochi quell’operatore possa offrire. L’elenco ADM non ha una colonna per le tipologie di gioco. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità e di carte, al casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. La conseguenza è imbarazzante per chiunque si fermi all’elenco: puoi avere davanti un concessionario in regola e non sapere, da quel foglio, se accetterà una scommessa sul derby di domenica. Quell’informazione la dà solo il suo palinsesto.
Il regime concessorio e la normativa
Cosa dice la sigla sullo schermo, e cosa è cambiato davvero
La seconda conseguenza riguarda la vita quotidiana di chi scommette. Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM. Non è una linea guida né una raccomandazione di categoria: è la condizione di esistenza del prodotto. E la verifica non richiede un avvocato. Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige due liste — quella dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti — e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e delle Fiamme Gialle. Due elenchi, non uno: la presenza sulla prima e la presenza sulla seconda sono la stessa informazione letta da due lati.
Chi si registra su un concessionario vede il titolo scritto in chiaro nei termini del conto di gioco. Admiralbet dichiara di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Non è cortesia: è obbligo, ed è anche il modo più rapido per chiudere la questione senza uscire dalla pagina dei termini che si sta già scorrendo.
Il dettaglio che sfugge a quasi tutti è la granularità. La concessione è per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale: tre siti, tre righe, una società. Il concessionario raramente porta il nome del marchio, e il caso di Eurobet lo dimostra. Chi cerca una garanzia nel nome commerciale sta guardando la cosa sbagliata.
La licenza ha anche una data di nascita recente e una architettura pensata per durare. L’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 prevede che i vincitori del bando possano gestire uno o più dei giochi ammessi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Condizioni della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Tradotto: l’operatore che entra oggi sa già quali regole avrà fra otto anni, e il giocatore sa che quelle regole non verranno riscritte sotto i suoi piedi.
Chi non c’è, e perché non c’è
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio su di loro e non è una condanna: è un dato verificabile, che il lettore può ricontrollare da solo sull’elenco. La conseguenza pratica è che quei marchi, per un giocatore residente in Italia, operano fuori dal perimetro della concessione. Le licenze estere che eventualmente esibiscono non hanno alcun valore in Italia.
Attenzione al rovescio della medaglia, però, perché è qui che le pagine di comparazione diventano disoneste per omissione. La lista non è il mercato. Altri concessionari esistono, e un marchio assente da una decina di recensioni — questa compresa — non è per questo privo di licenza. Chi legge una classifica e ne deduce un elenco completo delle offerte legali in Italia ha capito il contrario di quello che la classifica dice.
Cosa può essere oggetto di scommessa, e con quale permesso
C’è un dettaglio normativo che determina che cosa il lettore trova effettivamente nello scommettere, e conviene affrontarlo qui perché è la premessa di tutto ciò che segue. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, di carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo.
Questo elenco è la ragione per cui «avere la concessione» e «offrire calcio» non sono la stessa frase. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge contempla anche il totalizzatore, ma se un marchio online offra i concorsi pronostici sportivi non è verificabile. Una pagina che mette una licenza accanto a un’offerta sportiva sta trattando due informazioni diverse come se fossero una sola.
RUA, autoesclusione e limiti: le regole che scattano quando smetti di divertirti
Il gioco responsabile in Italia non è un decalogo di buone intenzioni appeso in fondo alla home. È una serie di meccanismi con tempi, condizioni di revoca e conseguenze che cambiano il conto di gioco. La differenza tra un lettore informato e uno che improvvisa sta nel conoscere questi tempi prima di averne bisogno, perché quasi nessuno di questi strumenti è reversibile a comando.
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, oltre alle sale fisiche. Non è un blocco sull’operatore dove hai chiesto l’esclusione: è un blocco sull’intero sistema. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, non si possono fare giocate e non si possono aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM. Si può prelevare il saldo prelevabile, e quella è l’unica operazione rimasta. Chi immagina che l’autoesclusione sia un pulsante «pausa» da premere e disfare sbaglia di grosso.
La forma conta quanto la durata. L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. È la differenza tra chiudere la porta e sbarrarne una sola: il giocatore che ha un problema con il casinò ma vuole continuare a seguire la Serie A può restringere l’esclusione alle slot e restare sulle scommesse sportive, ma deve sapere che quel confine lo ha scelto lui.
Quanto dura, e quanto ci vuole per tornare indietro
I tempi sono la parte che fa più male, ed è giusto che faccia male. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Nessuna telefonata, nessuna email al servizio clienti, nessuna spiegazione: la data si rispetta.
C’è una stratificazione che vale la pena leggere con attenzione, perché mostra come il meccanismo si sia irrigidito. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra si è allargata in entrambe le direzioni: chi ha bisogno di una pausa breve oggi la trova, chi ha bisogno di una barriera lunga ha un tetto che prima non esisteva. Il requisito di esclusione anche per categoria di prodotto sta nell’art. 15, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024, e la durata la sceglie il giocatore.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Due strade, una sola destinazione. E il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco — un numero che conviene salvare prima che serva, perché nel momento in cui serve nessuno lo cerca.
I limiti che scegli tu, e il tempo che ci vuole per cambiarli
Il limite di deposito non è un tetto imposto dall’alto. È una cifra che il giocatore sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e questa è insieme la sua forza e la sua debolezza. La forza è che nessuno conosce il tuo budget meglio di te. La debolezza è che lo si sceglie nel momento in cui si è più ottimisti.
L’asimmetria tra ridurre e alzare è la parte che conta. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato, dopo 7 giorni. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Tre dimensioni diverse — quanto carichi, quanto spendi, quanto tempo stai — perché il conto in rosso non è l’unico modo in cui una serata di scommesse finisce male.
Il quadro normativo è più ampio di quanto il singolo operatore mostri. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede l’autolimitazione su tempo, spesa e perdita; i limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; gli strumenti di autoesclusione; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. C’è anche un obbligo informativo che riguarda i concessionari e non i giocatori: ciascuno spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Una nota che vale l’onestà di scriverla: non esiste un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca un numero che dica «non puoi puntare più di X» non lo troverà. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando non è pubblica.
L’età, l’identità e il conto che non è ancora tuo
Diciotto anni. L’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 pone la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Il divieto è scritto anche dove il giocatore lo incontra davvero: il sito BetFlag lo ripete accanto alle procedure di apertura conto.
Il conto di gioco richiede identificazione piena, e le strade si sono moltiplicate. Per aprire il conto, il sito BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il conto di gioco Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
La conseguenza pratica di scegliere la strada manuale è una finestra temporale che quasi nessuno legge: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Trenta giorni sono tanti per un documento, pochi per chi si registra in fretta un sabato sera e poi si dimentica. Il paradosso è che le procedure con SPID, che sembrano più complicate, chiudono la pratica subito, importando dati e verifica in un solo passaggio.
Il deposito passa dai tabaccai, e passa con dei tetti
Una specificità italiana che le comparazioni internazionali ignorano: i punti vendita ricariche, disciplinati dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024. L’ADM tiene un registro dei punti ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online. Le condizioni sono precise: la ricarica avviene solo su richiesta del titolare del conto dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti ricarica non possono pagare vincite né consentire il prelievo del saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno all’esercente.
Quei 100 € settimanali in contanti valgono una riflessione, perché sono il tipo di numero che cambia il comportamento di un giocatore senza che lui se ne accorga. Un limite strutturale, che non si alza e non si abbassa, applicato al canale più anonimo e più immediato che esista. Chi ricarica in tabaccheria ha già un tetto, che non abbia impostato nessun limite nel conto.
Gli altri binari che si incontrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. Ogni operatore ha la sua lista nei propri termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e nessuna norma nomina binari approvati. L’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la data di entrata in vigore non è confermata.
I fondamentali: come funziona davvero una scommessa su un sito ADM
Il meccanismo, spogliato di ogni decorazione. Una scommessa a quota fissa è un prezzo concordato su un evento: il bookmaker stabilisce la quota, il giocatore accetta o non accetta, e l’accettazione è irrevocabile. La singola è una giocata su un esito; la multipla combina più esiti in un’unica schedina; il sistema è una costruzione intermedia che tiene insieme più combinazioni. Il cash out permette di chiudere la schedina prima della fine dell’evento.

Quello che rende il prodotto italiano riconoscibile è il palinsesto: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. E una scommessa può essere accettata solo su eventi presenti nel palinsesto approvato. La conseguenza è meno ovvia di quanto sembri: l’offerta di un concessionario italiano non è libera come quella di un operatore offshore. È un catalogo autorizzato evento per evento. A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il palinsesto si allarga anche fuori dallo sport classico. Gli eventi simulati — l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri, generati al computer e mostrati tramite animazione o registrazione di un evento reale — sono ammessi all’interno di una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’app Eurobet Sport porta il concetto al limite: il suo palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Il calcio resta il cuore, ma il confine di che cosa si può scommettere è più largo di quanto il tifoso medio immagini.
Il cavallo non è una cosa sola
Un errore di lettura che costa tempo a chi cerca di capire il mercato: le corse dei cavalli in Italia sono due cose separate nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, nella definizione dell’art. 2, lett. h) — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Che un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere con certezza. Ippica, nel gergo del mercato, copre entrambe le cose.
Il totalizzatore esiste come alternativa alla quota fissa: nelle scommesse di sistema la vincita dipende dalla massa delle giocate, non da un prezzo fissato in anticipo. Che qualche marchio online lo offra davvero, però, non è verificabile.
Il live, e quello che non si sa
Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore, e nessuna comparazione seria può farne un elemento di distinzione. Le hanno tutti. Le app lo rendono esplicito. L’app Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Le regole ADM sui mercati live, i ritardi e gli eventi coperti non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Chi cerca certezze sulle sospensioni e sui tempi di trasmissione le trova nei termini dell’operatore, non in una fonte unica. Il live, insomma, è dove l’offerta è più ricca e la trasparenza comparativa più bassa.
Puntare e bancare
Il betting exchange è un gioco a sé. L’art. 6, comma 1, lett. e), e l’art. 2, lett. u), lo ammettono come gioco separato: il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.
Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è verificabile. È una nicchia dentro una nicchia, e vale la pena dirlo: chi arriva da un’esperienza internazionale troverà un prodotto diverso da quello che conosceva.
Il margine: il numero che non appare mai in vetrina
Nessun operatore pubblica il proprio margine, e questo è il motivo per cui vale la pena calcolarlo. Il margine è la quota di tutte le puntate che un mercato non restituisce: la percentuale di payout è 1 diviso la somma di 1/quota per tutti gli esiti di uno stesso mercato, e il margine è 100 % meno quella percentuale. Su un mercato a due esiti con quote illustrate di 1,90 e 1,90 — un esempio, non un prezzo quotato — la somma di 1/1,90 e 1/1,90 dà circa 1,0526, il payout è intorno al 95 % e il margine che resta all’operatore è all’incirca il 5 %, cioè circa 5 € ogni 100 € puntati su quel mercato.
Quel 5 % è il costo strutturale del prodotto, e non si vede da nessuna parte. Non compare nel bonus, non compare nella quota, non compare nel regolamento. Compare solo nel risultato di chi scommette molto, e per questo è il numero che conviene ripetere più volentieri di qualunque «100 %».
Prevenzione: quello che succede, e quando
La prevenzione in questo mercato si divide in due cose diverse. La prima sono gli strumenti scritti: i limiti, il RUA, le pause, il canale di contatto. La seconda è l’informazione, e l’Italia ha in materia una regola che vale la pena conoscere per intero, perché è la più severa del continente.

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
Il divieto ha un’applicazione che sfugge a molti: l’ADM ricorda che a pubblicizzare siti di gioco illegale si rischia in proprio. L’AGCOM vigila con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nella pratica, il 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto secondo quanto riporta la stampa di settore; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti — il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto.
C’è una proposta che non è legge, e va letta come tale: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per rimuovere il divieto sull’advertising indiretto, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non risulta definito, e il divieto è in vigore alla data di verifica. Chi legge un titolo che annuncia la fine del divieto sta leggendo un’ipotesi.
Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La distinzione è netta: non si vende il prodotto, si informa sul rischio.
L’etichetta «senza rischio», e quello che costa
Arriviamo al punto in cui il linguaggio del marketing incontra l’aritmetica, e l’aritmetica vince. Nelle scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €. William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Leggiamo quella frase per quello che è: il bonus è denaro che esiste sulla schedina e non nel portafoglio, e diventa tuo solo dopo aver giocato secondo condizioni che l’operatore scrive nei propri termini.
Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Il caso NetWin è ancora più esplicito nel nome: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. «Bonus reale» e «100 %» sono due modi per dire la stessa cosa, e nessuno dei due dice quanto costi liberarlo.
C’è poi un’informazione che non è un dettaglio, ed è la parte controintuitiva della faccenda: il divieto pubblicitario non tocca l’esistenza del bonus. Si può vietare di reclamizzare un’offerta senza vietare l’offerta. Non esiste un tetto normativo ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. È l’unico posto dove trovarli.
Il costo reale di far girare un bonus
Qui entra in scena il calcolo che questa pagina deve al lettore, e non è un calcolo di probabilità di vincita. È un calcolo di costo.
Prendiamo un caso illustrativo, non un’offerta reale: un deposito di 100 € che il giocatore sceglie come proprio limite settimanale di ricarica, e un mercato a due esiti con quote illustrate di 1,90 / 1,90. Il margine di quel mercato l’abbiamo già calcolato: circa il 5 %, cioè all’incirca 5 € ogni 100 € puntati. La conseguenza è diretta. Un giro di banco su quella cifra costa in media circa 5 €, ovvero all’incirca il 5 % del deposito. Non è una perdita certa — è una stima statistica, una media su molte giocate nelle condizioni descritte, e un singolo giocatore può chiudere in utile o in perdita.
Il numero diventa interessante quando lo si moltiplica per i giri che un requisito di puntata impone. Da cinque giri di banco, la stima del costo medio è intorno ai 25 €; da dieci giri, intorno ai 50 €. Un bonus da 50 € giocato dieci volte su un mercato con margine intorno al 5 % costa in media quasi quanto il bonus stesso. È questo il punto: non che il bonus non valga nulla, ma che il suo valore va confrontato con il costo di liberarlo. Un’offerta da 50 € su un mercato con all’incirca il 5 % di margine è, in media, un’operazione vicina al pareggio; un’offerta più generosa o un margine più basso spostano la bilancia dall’altra parte. Un’offerta da 10 € con gli stessi numeri lascia poco margine di errore.
Una nota di contesto qualifica tutto: quel 5 % è il margine di quel mercato, non di tutti. Un mercato a due esiti è il caso più economico che esista; mercati con più esiti, mercati sui cartellini o sui marcatori portano margini più alti, e il margine di un 1X2 non è quello di un mercato sui tiri in porta. Chi fa il conto su un mercato e poi gioca su un altro ha fatto un calcolo e ne ha pagato un altro.
La conclusione operativa è scomoda ma onesta: il bonus va scelto guardando al rapporto tra importo, requisito di puntata e mercato su cui il rigioco è ammesso. Il tipo di offerta conta più dell’importo in vetrina.
Scommesse, tasse e la voce che non si paga
La domanda sulle tasse è la più cercata e la più fraintesa, perché ci sono due risposte che dipendono da dove si è giocato. Presso un concessionario ADM le vincite pagate non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario. La formula che circola è «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Questa è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per una posizione personale la risposta corretta finisce sempre con una consulenza a un commercialista.
Le cose cambiano completamente sui siti senza concessione o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» — art. 67, comma 1, lett. d), TUIR — anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate», che non è consulenza fiscale.
Il paradosso è che il sito non autorizzato, oltre a tutto il resto, presenta al giocatore anche una pratica fiscale più complicata. Un conteggio che raramente entra nel confronto tra quote.
L’imposta che il giocatore non vede è quella che paga l’operatore. Il concessionario versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4), 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Che questa imposta riguardi il concessionario e non il giocatore non è una sottigliezza contabile: significa che il regime fiscale del mercato italiano è già incorporato nel prezzo che il giocatore vede, e che la quota sullo schermo è una quota al netto di un prelievo che altrove non esiste.
Fondamenti e panoramica: cosa cambia tra un concessionario e un sito .com
Il nucleo pratico della questione è un confronto, e va fatto senza addolcirlo. Un concessionario ADM porta con sé tre cose: l’iscrizione al RUA, la vigilanza dell’ADM e strumenti obbligatori di limitazione, più un foro legale italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuna delle tre, è esposto al blocco DNS e, come afferma l’ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.
L’oscuramento è il punto in cui la teoria diventa pratica. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e delle Fiamme Gialle. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello DNS, e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riporta la stampa di settore, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. I mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati», e descrive un processo in movimento, non uno stato raggiunto una volta per tutte.
C’è poi la norma che riguarda direttamente chi partecipa, e va scritta piatta e senza ironia perché è una norma penale. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, è citata dall’ADM nel comunicato del 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Questa è la regola lato giocatore, come l’ADM stessa la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Chi cerca «aams scommesse in italia» cerca in realtà una sola cosa: la certezza di non sbagliare sito. La risposta è un elenco pubblico, aggiornato, con numeri di concessione che ogni operatore dichiara nei propri termini, e un principio che conviene tenere a mente ogni volta che una quota sembra troppo bella: le licenze estere non hanno valore in Italia, e un sito che accetta giocate da un residente italiano senza concessione sta offrendo un prodotto che in questo Paese non può esistere.
La classifica: dieci concessionari ADM a confronto
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sull’oggetto della chiave |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | App per le scommesse sportive con accesso al conto di gioco anche con Touch ID e piazzamento delle giocate da mobile |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | App con singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048; autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o indeterminata, dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni; limiti di ricarica, spesa e tempo in registrazione, riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni; conto con documento o SPID di livello 2 |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | App per scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | App con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50, bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; strumenti di gioco responsabile con pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione, e il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
Due cose vanno dette sulla tabella, e nessuna delle due è una scusa. La prima: le colonne non sono simmetriche per natura. La seconda si legge come un registro — codici, società, siti .it — e non ammette sfumature. La terza raccoglie quello che i termini e le schede degli operatori dicono sul gioco, e su alcune righe è molto più dettagliata che su altre. Il motivo è che i concessionari non comunicano tutti allo stesso modo, e non è un difetto della lettura: è la fotografia di quanto ciascuno mette per iscritto.
La seconda cosa riguarda l’ordine. L’ADM concede la licenza per sito, non per azienda, e il concessionario raramente porta il nome del marchio. Azzurri Limited compare due volte, per StarCasinò e Betsson: due brand diversi, un’unica società. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it. Chi legge un elenco di marchi crede di leggere un elenco di aziende. Non è così, e la differenza conta se si vuole capire chi sta davvero dietro a un sito.
Un’ultima avvertenza, la più importante. Questa non è una classifica di qualità e non è una raccomandazione: è un insieme di concessionari con una licenza verificabile e con informazioni pubbliche sul loro prodotto sportivo. La concessione dice che l’operatore è autorizzato a operare in Italia. Non dice quale offerta sia buona per il lettore, e non dice nemmeno, da sola, che quello specifico operatore offra scommesse sportive: la lista non ha una colonna per i giochi, e a stabilirlo è il suo palinsesto.
I dieci concessionari, uno per uno
Sisal: il conto che si apre con un’impronta
Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul proprio sito .it. La sua app per le scommesse sportive permette di accedere al conto di gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Il dato interessante non è la funzionalità in sé, ma cosa rivela della direzione del mercato italiano. L’autenticazione biometrica sul telefono sposta l’attrito dell’accesso dal momento della registrazione a ogni singola apertura dell’app. Non è una comodità neutra: chi entra con l’impronta non deve più riscrivere credenziali, e la distanza tra «decido di giocare» e «sto giocando» si accorcia. Per un operatore che ha costruito il proprio marchio sulla capillarità territoriale, è la traduzione digitale della ricevitoria sotto casa.
Il profilo del marchio resta generalista: scommesse sportive accanto a un’offerta di gioco più ampia, sul mercato da molto prima del riordino. Il lettore che cerca la continuità di un nome presente sul territorio da decenni trova in Sisal esattamente quello; chi cerca il palinsesto più sperimentale o i mercati più esotici guardi altrove.
SNAI: la schedina scritta come la scriverebbe un purista
SNAI, concessione ADM n. 16032 a Snaitech Spa, sito .it proprio. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Quello che colpisce è la composizione del palinsesto: i mercati elencati non sono i più semplici, ma un catalogo da giocatore metodico — risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori. È una lista costruita per chi legge la partita come una sequenza di eventi misurabili e cerca il punto in cui il proprio giudizio vale più di quello del mercato. Il cash out completa il quadro, perché consente di monetizzare quel giudizio prima che il risultato lo smentisca.
Il rovescio è che un mercato più articolato porta con sé margini più alti. Chi scommette su un esito binario paga un prezzo contenuto al bookmaker; chi cerca il risultato esatto paga un prezzo maggiore in cambio di un ritorno potenzialmente molto più alto. SNAI copre bene la seconda categoria.
AdmiralBet: l’operatore che ha scritto i suoi stessi tetti
AdmiralBet ha la concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., sul sito .it. Nei termini del conto di gioco dichiara di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Il conto si apre con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
È il marchio di questa decina di cui conosciamo il dettaglio degli strumenti di gioco responsabile, ed è un dettaglio che vale la pena leggere come una sequenza. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. E l’autoesclusione: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La conseguenza da tenere a mente è che su questa piattaforma i tetti arrivano prima della prima scommessa, non dopo. Non sono un pannello nascosto tra le impostazioni: sono una richiesta in fase di apertura, e la finestra tra i 7 e i 270 giorni mostra che il legislatore ha capito una cosa semplice. Una pausa di tre giorni non serve a nessuno, e una di un anno non si concede.
StarCasinò: il casinò che ha imparato a quotare il pallone
StarCasinò, concessione ADM n. 16026 a Azzurri Limited, sito .it proprio. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome non deve trarre in inganno e la struttura dell’offerta non deve sorprendere: questo è un marchio nato sul casinò, che ha aggiunto il book sportivo. Nel mercato italiano il fenomeno è comune, e la ragione è più prosaica di quanto sembri: il giocatore tipo non separa le due cose, e chi ha già un conto aperto per le slot è un candidato naturale a piazzare una scommessa sullo stesso saldo. Per il lettore che arriva dal calcio e non tocca il casinò, la convivenza dei due mondi richiede una disciplina in più.
Il dato degno di nota è societario: StarCasinò e Betsson fanno capo alla stessa Azzurri Limited. Due marchi, due concessioni, un’unica società alle spalle. Chi pensa di diversificare cambiando operatore dovrebbe sapere che in questo caso sta cambiando solo l’insegna.
Betsson: mercati ragionati e un profilo internazionale
Betsson, concessione ADM n. 16027 a Azzurri Limited, sito .it proprio. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La lista dei mercati è quella di un operatore che ragiona per categorie e non per eventi. 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, combo: sono i mercati che qualsiasi giocatore riconosce, coperti in profondità. «Migliaia di eventi» è una misura quantitativa che non dice nulla sulla qualità della quota applicata a ciascuno, e vale la pena ricordarlo. Un catalogo ampio è una condizione per trovare il mercato che serve; non è una garanzia sul prezzo.
La presenza di Betsson in Italia è la prova che il mercato regolato è diventato abbastanza grande da attirare operatori internazionali. Per il lettore questo significa pressione competitiva sulle quote, ma anche una cautela: il marchio ha costruito il proprio pubblico sui mercati nordici e la sua piattaforma italiana condivide l’infrastruttura con StarCasinò. Il prodotto funziona. Non è un prodotto pensato per l’Italia e per l’Italia soltanto.
Lottomatica: il palinsesto come prodotto in sé
Lottomatica, concessione ADM n. 16010 a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito .it proprio. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming accanto al live è la funzione che cambia l’esperienza, e vale la pena dirlo con precisione: non è la possibilità di guardare la partita, è la possibilità di guardarla mentre si ha una schedina aperta e di decidere se chiuderla. Il catalogo copre i due campionati italiani e le grandi competizioni internazionali, più Formula 1 e MotoGP — una copertura da tifoso generalista, non da specialista.
La nota societaria è la più pesante tra quelle scritte sopra. Goldbet Better Organization Italy gestisce il marchio Lottomatica, uno dei più riconoscibili del Paese. Per il lettore che valuta la solidità dell’interlocutore questo è un elemento concreto; per chi confronta quote, non aggiunge nulla.
Betfair: dove il giocatore può essere il banco
Betfair, concessione ADM n. 16028 a Betfair Italia S.r.l., sito .it proprio. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il catalogo è il più contemporaneo della lista, e la sezione Supercombo cerca esplicitamente il giocatore che vuole costruire qualcosa di più di una multipla. Ma Betfair è in questa decina per un’altra ragione, storica: è l’operatore che ha portato in Italia il betting exchange. L’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette l’exchange come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) ne fissa il meccanismo: il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.
Qui non si scommette contro un bookmaker, ma contro un altro giocatore, e il concessionario incassa la commissione invece del margine. È un modello che premia chi sa valutare una quota meglio degli altri e punisce chi si accontenta dell’istinto. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. L’exchange richiede più attenzione dell’operatore normale, e per questo è l’ultimo posto da cui un principiante dovrebbe cominciare.
NetWin: il bonus che dice il numero in vetrina
NetWin, concessione ADM n. 16035 a Netwin Italia S.p.a., sito .it proprio. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Leggiamo il meccanismo per quello che è. «Bonus reale» significa che l’importo è denaro e non un gettone simbolico; il «100 %» significa che l’importo del bonus è pari a quello versato, ma il tetto a 50 € interrompe la proporzione appena il deposito supera quella cifra. Chi versa 200 € riceve comunque 50 €. La percentuale in vetrina descrive il rapporto, non il tetto, e il tetto è la cosa che conta davvero.
La condizione del conto verificato prima dell’accesso al bonus è la seconda cosa da notare: introduce un passaggio — invio dei documenti, verifica, attesa — tra la registrazione e l’utilizzo dell’offerta. Il deposito minimo di 20 € fissa infine la soglia sotto la quale l’offerta non esiste. Guardando l’importo per quello che è, il valore nominale qui è modesto e la variabile decisiva resta il requisito di puntata, che i termini dell’operatore stabiliscono.
bet365: il partner ufficiale con il pallino della trasparenza
bet365, concessione ADM n. 16030 a Hillside (New Media Malta) Plc, sito .it proprio. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il catalogo è quello di un operatore globale che copre gli sport anglosassoni con la stessa cura di quelli continentali. Ippica e freccette non sono riempitivi: sono mercati in cui la competenza di chi gioca può fare la differenza, e la loro presenza dice molto su chi è il pubblico di riferimento. La partnership con la Champions League è un titolo, non un vantaggio sul prezzo.
La parte responsabile merita una riga a parte, perché elenca qualcosa che altri mettono per iscritto con meno chiarezza: periodi di pausa — diversi dall’autoesclusione, non registrati nel RUA e non vincolanti su altri operatori — oltre a limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. È la differenza tra un freno temporaneo e una porta chiusa, e conviene saperla distinguere prima di premere. bet365 è anche l’operatore indicato come primo partner della Setka Cup dopo l’autorizzazione ADM di settembre 2026, segno di una presenza attiva nel mercato regolato e non di un semplice adeguamento.
Eurobet: il palinsesto che non finisce con lo sport
Eurobet, concessione ADM n. 16012 a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it proprio. L’app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Questo è il catalogo più ampio della lista, e amplia in una direzione che nessun altro tocca nella stessa misura. Scacchi, ma anche musica, cinema e persino elezioni. La logica è trasparente: quando il calcio è l’unico prodotto che la stragrande maggioranza dei clienti gioca, la diversificazione serve a riempire i giorni senza partite e a intercettare un pubblico che altrimenti non aprirebbe l’app. Il lettore che cerca varietà fuori dal rettangolo di gioco non ha molte alternative nel mercato italiano.
Resta la nota societaria già incontrata leggendo il registro: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce anche Bwin e Gioco Digitale. Una società, tre concessioni. Chi apre un conto su Eurobet non sta scegliendo un’identità indipendente, ma uno dei tre volti dello stesso concessionario.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione ADM. Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia, oppure si legge il numero di concessione che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. L’elenco non indica le tipologie di gioco: un nome presente non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
La concessione è accordata per sito, non per azienda. L’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può gestirne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale amministra Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il dominio italiano rende verificabile il collegamento tra la licenza e il sito.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. L’autoesclusione può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco. Dura fino a 270 giorni a scelta del giocatore o è indeterminata, con revoca solo dopo almeno nove mesi. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Non esiste un tetto statutario in euro alle puntate sportive. Il vincolo è quello che il giocatore sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è vigilato dall’ADM e non offre gli strumenti obbligatori di limitazione. È esposto al blocco DNS e, come afferma l’ADM citando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM le vincite sono «tassate alla fonte»: l’imposta è a carico del concessionario, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Sui siti esteri o senza concessione le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi. Non è consulenza fiscale: serve un commercialista.
Licenza ADM e sicurezza – Sitiscommesseit.com
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