Siti di scommesse stranieri: la concessione è l'unica riga che conta
Il modo più rapido per capire con chi si sta giocando non è guardare il bonus, la grafica o la quota promozionale. È aprire l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e cercare il nome. Se il nome non c’è, il sito non ha una concessione italiana, e da quel momento la partita cambia natura: non è più una questione di preferenze, è una questione di cosa succede dopo.

Ci sono siti che accettano giocatori italiani con licenze straniere — Curaçao, Malta, Anjouan — e ci sono giocatori italiani che ci si iscrivono convinti che «tanto è uguale». Non è uguale, e non per moralismo. È diverso perché il Registro Unico degli Autoesclusi non li copre, perché ADM inibisce quei domini, e perché l’articolo 4 della legge 401/1989, come ha scritto ADM stessa il 28 febbraio 2024, sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.
*Dati verificati al 31 Ottobre 2026; le informazioni sulle concessioni sono state controllate sull’Elenco ufficiale ADM.*
Questa pagina non nomina nessun operatore privo di concessione, e non spiega come aprirci un conto. Sarebbe una guida a fare la cosa che la pagina spiega essere rischiosa. Chi cerca un bookmaker ci trova invece i dieci concessionari che ho passato in rassegna, con numeri di concessione, società titolari e quello che le loro stesse condizioni dicono in materia di limiti, verifiche e autoesclusione.
Normativa italiana: cosa scatta quando il bookmaker non ha la concessione
Il meccanismo va capito prima di giudicarlo, perché la parte interessante non è il divieto in sé. È la catena di conseguenze che parte dal momento in cui ADM decide che un dominio offre gioco senza titolo.

Il reato pubblicitario e quello che ADM dice del giocatore
La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. Questa è la parte che riguarda editori, emittenti, testate e siti web, e ADM l’ha ribadita con un comunicato del 28 febbraio 2024 titolato senza giri di parole: pubblicizzare siti di gioco illegale è reato. Lo stesso comunicato aggiunge un passaggio che vale la pena leggere due volte, perché riguarda chi legge e non chi scrive: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Ammetto che è la riga di questa intera pagina che sorprende di più, ogni volta. L’importo dell’ammenda non è quantificato, e di casi concreti contro un singolo giocatore non ne risultano: il quadro è quello che ADM stessa dichiara, non una statistica di condanne. Ma la direzione è chiara, e cancella l’idea che il rischio ricada solo sull’operatore. Chi apre un conto su un.com senza concessione non sta facendo un scelta neutra di fronte all’ordinamento italiano: sta scegliendo una posizione che ADM descrive come sanzionabile anche sul lato di chi partecipa.

Il comunicato dell’Agenzia non si ferma al penale. Ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È il motivo per cui un editore attento non linka, non nomina e non descrive l’offerta di un marchio non autorizzato: non è prudenza eccessiva, è la lettura letterale di una norma in vigore.
L’articolo 102 e l’inibizione: come un dominio sparisce
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. La norma mette in capo a chi fornisce connessioni Internet un obbligo preciso: consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è un invito, è un obbligo continuativo, e la parola «costantemente» è quella che conta — l’elenco cambia.
ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il risultato pratico, nella lingua che circola tra i giocatori, si chiama «oscurati»: il dominio non si apre. Dal punto di vista tecnico il blocco lavora a livello DNS, e alcuni fornitori di connettività restano indietro rispetto all’ultimo aggiornamento dell’elenco. Questo dettaglio conta, perché significa che l’accesso può funzionare oggi e non funzionare domani, senza che nulla sia cambiato nell’offerta del sito.
Le cifre danno il senso della scala. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti, secondo la cronaca di settore che ha riportato l’ordinanza del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. E qui arriva la parte che nessun sito estero dice in home page: i mirror, i domini alternativi, ricompaiono nel giro di ore. L’inibizione non è una porta chiusa per sempre, è una porta che si richiude in continuazione. Per il giocatore la conseguenza non è «non ci giocherò più»: è «ci giocherò da un indirizzo diverso, che nessuno mi ha segnalato e di cui non so nulla».
Dal punto di vista di chi decide dove mettere i propri soldi, questa instabilità è già un argomento. Un conto aperto su un dominio che cambia indirizzo ogni poche settimane è un conto di cui non si sa chi sia il titolare effettivo nel momento in cui si chiede un prelievo.
La pagina di avviso e la transizione in corso
ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza. Quella pagina non è un messaggio generico: segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. È l’unico caso in cui un giocatore italiano riceve un’informazione ufficiale e immediata sul sito che stava per aprire.
Sul come, c’è una transizione in corso proprio in questi mesi. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Un passaggio tecnico, certo, ma non banale: la vecchia strada e quella nuova convivono, e la convivenza è temporanea. Quando finirà, i fornitori che non si sono adeguati avranno un problema, e i loro utenti con loro.
Cosa rischiano connettività e pagamenti
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Il riferimento è l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41.
«Per ciascuna violazione accertata» è la formula da leggere con attenzione. Non è una tantum: è moltiplicata per i casi contestati. Un prestatore di servizi di pagamento che continua a movimentare denaro verso un operatore senza concessione non sta rischiando una multa, sta rischiando una sequenza di multe. Ed è esattamente per questo che la pressione sui binari di pagamento è, in prospettiva, più efficace dell’inibizione dei domini: bloccare un indirizzo è un colpo di spugna che si può aggirare con un mirror, bloccare il denaro no.
L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori privi di concessione. La data di entrata in vigore non è confermata. Chi legge oggi sta guardando un cantiere aperto, ed è utile saperlo: l’ambiente intorno ai siti esteri si sta stringendo, non allargando.
Cosa cambia nella pratica: la concessione per sito e l’elenco che non dice tutto
C’è un equivoco che vale la pena sciogliere subito, perché genera metà della confusione sull’argomento. Un nome sull’elenco ADM non significa che quel marchio offra scommesse sportive.
La concessione è per sito, non per azienda
La concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Una società può gestirne più di uno — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare con Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it — e la concessione si legge sempre accanto al singolo indirizzo. Il numero di concessione e la società titolare non coincidono quasi mai con il marchio: Bwin.it fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica.it a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e Betsson.it e Starcasino.it alla stessa Azzurri Limited. Chi verifica legge la riga della licenza nelle condizioni del sito, non il logo.
Questa struttura ha una conseguenza concreta per chi confronta offerte. Il nome dell’azienda non è un’informazione di marketing, è l’unico modo di capire quanto un operatore sia una casa sola con più insegne. Due brand che sembrano concorrenti possono essere la stessa società, e la loro offerta sportiva può uscire dalla stessa struttura.
L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi
L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può essere autorizzato, in qualsiasi combinazione, alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Quindi la presenza nell’elenco non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive: quella la dimostra il sito dell’operatore, il suo palinsesto e la sua app.
Detto altrimenti: l’elenco dice chi può raccogliere gioco in Italia, non cosa quel sito offre. Chi lo usa come scorciatoia per capire se un bookmaker ha mercati sportivi sta leggendo un documento per una domanda diversa. Il controllo giusto è a due passi — prima l’elenco per la legittimità, poi il palinsesto per il prodotto.
Un secondo limite riguarda il perimetro. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questa rassegna non è per questo privo di licenza. In senso opposto, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco alla data di verifica. Sono due facce dello stesso avvertimento: l’assenza dall’elenco è un dato, l’assenza da una rassegna editoriale non è nulla.
Le regole del gioco ammesso: il palinsesto è approvato, non libero
C’è un punto che distingue il mercato italiano da quasi tutti gli altri, e riguarda cosa si può trovare sul sito. L’articolo 2, lettera s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno.
Il caso recente che rende l’idea è quello della Setka Cup, autorizzata da ADM a settembre 2026 con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Non è una formalità burocratica: significa che il catalogo di un bookmaker italiano non è una scelta libera del bookmaker. Quello che manca, manca perché non è stato autorizzato, non perché non interessi.
La legge distingue poi cose che il giocatore tende a confondere. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, ma la norma prevede anche il totalizzatore, le scommesse su eventi simulati — i «Virtuali», eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e il betting exchange, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. L’ippica è due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, e i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria.
Cosa entri nel palinsesto di ogni singolo brand, quali sport e quali tipi di giocata, non è dato sapere. E che un operatore prenda giocate di ippica nazionale online è ugualmente aperto. Chi ha un interesse specifico — gli esports, per esempio, o una competizione minore — lo verifica nel palinsesto del bookmaker prima di aprire il conto, non dopo.
Concessione nove anni, senza rinnovo, per chi ha vinto la gara
Il nuovo assetto è recente e ha una scadenza scritta dentro. Sotto l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più dei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Perché al lettore dovrebbe interessare un dettaglio di gara pubblica? Perché «senza rinnovo» significa che tra otto anni quelle concessioni scadono, e un operatore che vuole restare deve ripartecipare. Un marchio che oggi ha un numero a cinque cifre accanto al nome ha un orizzonte temporale, e la sua struttura di costi si adegua. Non è un rischio imminente per chi scommette domani, ma è il tipo di dato che spiega perché il mercato italiano si muove compatto su certe scelte.
I requisiti per partecipare non sono banali: società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara, come prevede l’articolo 6, comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata — articolo 4, comma 3 e articolo 5, comma 3. Il che, tradotto, significa che un concessionario non può alzare l’asticella delle regole a metà strada: le regole con cui ha vinto restano le sue per nove anni.
Gioco responsabile: cosa esiste solo su un sito con concessione
Qui la differenza tra un sito italiano autorizzato e un dominio estero smette di essere teorica. Non si parla più di cosa può succedere in astratto, ma di quali strumenti esistono nel conto nel momento in cui una persona decide di doversi fermare.
Il RUA e perché l’autoesclusione non ha confini sul mercato italiano
La cosa che molti giocatori non sanno è che l’autoesclusione non è una porta che si chiude su un solo sito. L’autoesclusione registrata nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. E, cosa ancora più rilevante, copre anche le sale fisiche.
Significa una cosa semplice da dire e difficile da accettare quando si è nel mezzo di una brutta serie: se una persona si esclude su un concessionario, non può semplicemente andare sul concorrente un’ora dopo. La rete è unica, e vale su tutto il perimetro autorizzato.
Su un sito estero, quel perimetro non esiste. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi il giocatore che si è autoescluso è, lì, privo di quella protezione. Non è una falla: è la definizione stessa di stare fuori dal sistema. Chi si autoesclude e poi cerca comunque un modo di giocare trova, per definizione, i luoghi dove nessuno lo fermerà — ed è esattamente il contrario di quello che voleva ottenere quando ha chiesto l’esclusione.
Qui si tocca il punto che gli strumenti di gioco responsabile in un sistema di concessione hanno: non servono a convincere nessuno, servono a rendere difficile tornare indietro. Un sistema costruito fuori da quella rete non può fare la stessa cosa, e non lo fa.
Come funziona l’autoesclusione nei conti reali
Sul piano operativo i numeri variano da operatore a operatore, e cambiano nel tempo. Le condizioni di Admiralbet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’effetto dichiarato resta quello che ho descritto: tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.
La variazione del 1° febbraio 2026 è interessante per chi osserva il settore. Una franchigia da 7 giorni e un massimo di 270 rendono l’esclusione una scelta più granulare rispetto ai vecchi 30/60/90: si può uscire per una settimana, o per nove mesi, o per sempre. La granularità è utile, ed è anche il motivo per cui va letta nel proprio conto invece che data per scontata: quello che un operatore scrive nelle sue condizioni vale per il suo conto.
Sul piano normativo la cornice è l’articolo 15, comma 1, che prevede fra l’altro gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. La stampa di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. «Per categoria di prodotto» è la formula da tenere a mente: significa escludersi dal casinò e continuare a scommettere, o il contrario. È una sfumatura che esiste solo dentro un sistema autorizzato.
Gli strumenti che esistono a monte: pause, avvisi, contatti
C’è un secondo livello di strumenti, quello che agisce prima dell’esclusione. L’articolo 15, comma 1 prevede autolimiti di tempo, spesa e perdita; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario sulla base dell’età e del comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Gli strumenti concreti dei singoli operatori si sovrappongono solo in parte. Quelli di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia la sua app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Sul piano informativo c’è poi un obbligo che vale la pena conoscere, anche solo per capire quanto materiale sul gioco responsabile circola in Italia. L’articolo 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Limiti di deposito: perché ridurli è immediato e alzarli no
Il limite di deposito è lo strumento che più spesso viene sottovalutato, perché viene presentato come una formalità in fase di registrazione. Non lo è, e il modo in cui funziona è la parte intelligente del sistema.
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Questa asimmetria non è un dettaglio tecnico: è la struttura che rende il limite utile. Chi decide di abbassarlo in un momento di lucidità lo vede applicato subito; chi decide di alzarlo in un momento di eccitazione deve aspettare una settimana, che è esattamente il tempo in cui l’impulso passa.
A monte, l’articolo 15, comma 1, lettera b) parla di limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La cifra che ADM fissa nella gara non è nota.
Il punto pratico è questo, ed è il cuore di tutto il capitolo: su un bookmaker con concessione ADM il limite di deposito è una scelta che il giocatore fa una volta e che poi vale come una regola. Su un sito estero è, nella migliore delle ipotesi, un’opzione che chi gestisce il sito può ignorare; nella peggiore, un numero scritto in una pagina che nessuno controlla. Non è un giudizio sul carattere di chi gioca: è cosa esiste nel sistema.
Identificazione: 30 giorni, SPID e CIE
L’apertura del conto è l’altro momento in cui la differenza si materializza. Il conto di gioco Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato.pdf,.jpg o.png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica.
Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come si legge nelle pagine degli operatori. SPID e CIE sono fra i metodi di identificazione che alcuni operatori offrono.
Trenta giorni sembrano tanti finché non si arriva al giorno in cui si vuole prelevare. Il conto non validato non è un conto a metà: è un conto da cui non esce denaro. Chi apre con la registrazione manuale e rimanda il caricamento dei documenti sta costruendo un problema futuro, e la soluzione è banale — farlo subito.
Il conto dei minori e il principio dell’articolo 3
Sui minori il quadro è a più strati. L’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la tutela dei minori di età come principio; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco; e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Le app dei concessionari lo ripetono in modo esplicito, come fa BetFlag ricordando che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Esiste poi un provvedimento di un direttore di ADM sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Lo cito perché è il tipo di cosa che un lettore trova se cerca, e perché merita di essere verificata alla fonte invece che riassunta male altrove.
Valutazione e criteri: come ho messo a confronto i dieci operatori
Prima di arrivare alle schede, conviene dire con che metro sono state scritte. Perché il metro non è l’entusiasmo.
Cosa ho guardato e cosa ho lasciato fuori
La base di ogni scheda è la riga della licenza. Ogni operatore di questa rassegna è un brand presente nell’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione, e per ciascuno il numero e la società titolare sono quelli che l’operatore stesso dichiara nelle proprie condizioni. Non è un ranking e non è una raccomandazione: la concessione si rilascia per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte solo per come le raccontano le condizioni dell’operatore e le schede delle sue app.
Il secondo metro è la materia di questa pagina: cosa dice l’operatore in materia di limiti, verifiche, autoesclusione e strumenti di tutela. È il criterio che differenzia davvero, molto più di un bonus di benvenuto.
Fuori dalla valutazione restano invece le due cose che il mercato mette davanti. Il bonus non è un criterio di qualità: è una promozione con condizioni, spesso con requisiti di puntata, e va letta come tale. La quota più alta su una singola partita non è un criterio: è un prezzo che cambia di ora in ora e che dice poco della struttura di un bookmaker.
Come si verifica una concessione in tre minuti
Il controllo che chiunque può fare, e che consiglio di fare prima di versare anche un euro, si svolge in tre passaggi. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il nome; si individua il codice di concessione a cinque cifre e la società titolare; si verifica che l’indirizzo su cui si sta giocando sia quello associato a quella riga.
Il terzo passaggio è quello che quasi nessuno fa, ed è quello che serve. Un brand autorizzato su un.it non è autorizzato su un.com che porta lo stesso nome. La concessione è legata a un sito, e un dominio diverso è un sito diverso, con un titolare diverso e sotto una giurisdizione diversa. Chi arriva su un.com dal risultato di una ricerca e vede il logo familiare non ha nessuna garanzia: ha trovato un omonimo.
Quanto costa giocare: la quota non è mai il prezzo vero
Qui serve la matematica più semplice del mondo, perché è quella che nessun sito pubblicizza.
Una quota decimale a 1,90 su un esito di un mercato a due esiti non è un prezzo equo. Il prezzo equo, quello che non lascia niente a nessuno, sarebbe 2,00 su ciascun lato. A 1,90 su entrambi i lati la quota di ritorno del mercato è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %; il margine del bookmaker — quello che resta su ogni unità puntata su quel mercato, su tutti gli esiti insieme — è il restante 5 %. Il margine del bookmaker è la differenza fra ciò che entra e ciò che la struttura paga in media, e non cambia con la fortuna di chi gioca: cambia, casomai, con il mercato e con l’operatore.
Un esempio con i numeri tondi. Prendiamo un giocatore che ha scelto in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e li punta una volta sola, su un mercato illustrativo a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Se vince, il ritorno è 100 € × 1,90 = 190 €, con un profitto netto di 90 €. Il costo atteso di quella singola giocata — la perdita media su un gran numero di giocate identiche, sotto l’ipotesi di un margine del 5 % — è di circa 5 € per ogni 100 € puntati. È una stima statistica su molte giocate, non il risultato di questa: su un colpo singolo si vince 90 € o si perdono 100 €, e il margine non si vede. Si vede solo alla lunga, ed è per questo che esiste.
La conclusione da trarre è una e limitata: su quel mercato, e con quel margine, ogni 100 € puntati lasciano in media circa 5 € alla struttura, e questo vale identicamente su un sito italiano e su un sito estero. Il margine resta margine su entrambe le sponde. La differenza non è nel costo della giocata, è in tutto ciò che sta intorno: la tutela, il limite di deposito, l’autoesclusione, la tassazione e la sede legale in cui si può far valere un diritto.
Panoramica: i dieci concessionari ADM a confronto
Ecco il quadro d’insieme prima delle schede. Le colonne raccolgono ciò che serve a un controllo immediato: il marchio, la concessione con la società che la detiene, e quello che le condizioni dell’operatore dicono sulla materia di questa pagina, cioè limiti, verifiche e autoesclusione.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore su limiti, verifiche e autoesclusione |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Accesso al conto gioco anche con Touch ID e scommesse da mobile |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Nessuna indicazione su limiti o autoesclusione nelle informazioni dell’app |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus riservato ai nuovi giocatori con conto verificato; deposito minimo di 20 € |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Nessuna indicazione su limiti o autoesclusione nelle informazioni dell’app |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Nessuna indicazione su limiti o autoesclusione nelle informazioni dell’app |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Verifica dell’identità legata all’accredito del bonus sport |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Nessuna indicazione su limiti o autoesclusione nelle informazioni dell’app |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, auto esclusione, Telefono Verde 800 55 88 22 |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Nessuna indicazione su limiti o autoesclusione nelle informazioni dell’app |
Tre cose saltano all’occhio. La prima è che mezza tabella dice «nessuna indicazione»: le informazioni pubbliche di un’app parlano del prodotto, non degli strumenti di tutela, che stanno nelle condizioni del conto. Chi vuole sapere come un operatore gestisce i limiti li cerca lì, non nella scheda dello store.
La seconda è che Azzurri Limited compare due volte, su Betsson.it e Starcasino.it. Sono due insegne e una società, e questo ha un effetto pratico: la loro struttura sportiva è una, e di conseguenza la loro offerta non si fa concorrenza da sola.
La terza è che la colonna delle concessioni, letta di fila, mostra quanto il marchio sia una copertura. Goldbet Better Organization Italy gestisce Lottomatica, Hillside (New Media Malta) gestisce bet365, William Hill Malta gestisce William Hill. Nessuna di queste società si chiama come il sito che il giocatore digita. Non è un problema, è il motivo per cui la riga della licenza esiste.
Come usare questa tabella senza farsi ingannare
Il numero di concessione non è un punteggio e non ordina nulla di meglio o di peggio: 16007 non è peggiore di 16044, sono codici di gara. Non c’è un rapporto fra la cifra e la qualità dell’offerta, e chi costruisce classifiche su questo sta vendendo una gerarchia che non esiste.
La tabella serve a tre domande. Qual è il titolare della concessione — la riga che permette di ricostruire chi c’è dietro il marchio. Cosa dice l’operatore sui propri strumenti di tutela — perché è l’unica fonte che conta su quel punto. E chi condivide il tetto societario con chi — perché due insegne dello stesso gruppo non sono due alternative.
Il resto — quota migliore, bonus più generoso, grafica dell’app — è materiale promozionale e vale quello che vale. Una quota più alta su una combinazione non compensa un autoesclusione che non funziona.
Le schede degli operatori
Le dieci schede che seguono seguono l’ordine dell’elenco. Per ciascuna ci sono la concessione, la società e quello che le fonti che ho potuto leggere dicono del prodotto; dove il palinsesto o le regole del mercato italiano non sono coperti, la scheda non inventa un dettaglio e si ferma a ciò che è verificabile.
Sisal — oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020 e opera sul proprio sito.it. Sul piano dell’offerta sportiva la sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Il catalogo di giocate è quello che distingue la piattaforma più del numero di eventi. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Sul versante delle credenziali, l’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Due letture di questi dati. La prima: i tipi di giocata qui elencati — tiri in porta, rigori, espulsioni — sono mercati che un bookmaker costruisce quando ha un palinsesto ampio e la capacità di prezzarlo, non quando vuole solo riempire la pagina. La seconda: il Cash Out è uno strumento che taglia, letteralmente, la durata dell’esposizione. Chi lo usa paga un prezzo per quella scelta, e il prezzo è dentro la quota proposta, non fuori.
La densità del catalogo e la rapidità dell’accesso biometrico collocano Sisal nella fascia alta per chi vive il palinsesto come esperienza continuativa: la sua forza è la profondità dei mercati, non un numero di concessione che, va detto, non è un punteggio. Chi cambia bookmaker ogni due giorni per inseguire una quota troverà qui un prodotto costruito per restarci.
Lottomatica — il catologo che parte dalla Serie A e arriva alla Formula 1
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che il mercato conosce come GBO Italy, detiene la concessione ADM n. 16010 per Lottomatica.it.
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La copertura racconta una scelta precisa. Mettere l’F1 e la MotoGP accanto ai quattro principali campionati di calcio significa presidiare due pubblici diversi: quello che scommette sulla partita della domenica e quello che vuole i gran premi. Non è una scelta di nicchia, è una scelta di ampiezza.
Sul piano della trasparenza societaria c’è un dato che vale più di un marchio: la società titolare della concessione è la stessa che gestisce altre insegne dello stesso gruppo, e questo spiega perché la struttura sportiva di Lottomatica condivida spazio con brand che il giocatore percepisce come concorrenti.
Quello che manca, in questa scheda, è la stessa cosa che manca in metà della tabella: indicazioni pubbliche su limiti e autoesclusione. Non è una mancanza dell’operatore, è il limite della fonte che ho potuto leggere, che è la scheda di un’app. Chi apre il conto trova quelle condizioni nelle pagine dedicate, e vale la pena aprirle prima di versare, non dopo.
NetWin — il bonus sport legato al primo deposito
Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16035 per Netwin.it.
L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €, e viene accreditata al primo versamento.
La cosa interessante di questa promozione non è la percentuale, è la parola «reale» accanto a «bonus». Nel mercato italiano il bonus di benvenuto è un concetto che convive con una disciplina pubblicitaria severa, che vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro. Il bonus esiste, la sua pubblicizzazione è un’altra materia, regolata dall’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 — il Decreto Dignità — che AGCOM fa rispettare.
C’è poi il requisito che nella pratica conta più del tetto: il conto verificato. Il bonus da 50 € non arriva a chi non ha completato l’identificazione. Chi apre il conto e versa senza aver completato la verifica non sta aspettando l’accredito, sta aspettando di aver fatto la cosa che lo sblocca.
Il tetto di 50 € dice anche il resto. Questa è un’offerta modesta, calibrata su chi vuole provare la piattaforma con un impegno contenuto, non su chi insegue volumi. Chi cerca il bonus grande troverà altrove; chi vuole un incentivo proporzionato al proprio primo deposito troverà qui un’offerta che non chiede di strafare.
Eurobet — dal calcio agli scacchi, fino alle elezioni
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012 per Eurobet.it, ed è la stessa società che compare per Bwin.it e giocodigitale.it.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Gli scacchi e le elezioni non sono un dettaglio folcloristico. Sono la prova che il catalogo è costruito su un palinsesto approvato e ampliato per aggiunta progressiva: eventi non sportivi come cinema, televisione e politica entrano nel programma solo se e quando finiscono nell’elenco autorizzato, e la loro presenza segnala un operatore che ha investito nella varietà delle giocate invece che nella profondità di un solo sport.
Per il giocatore la conseguenza è una scelta di tipo. Chi cerca la quota competitiva sulla Serie A troverà concorrenza; chi cerca un mercato che pochi altri prezzano — gli scacchi, o un evento elettorale — ha un motivo in più per guardare qui.
Il numero di concessione di Eurobet è uno dei più bassi della tabella, ma ripeto il punto perché vale: la cifra non ordina nulla. Quello che ordina è la società titolare, che colloca Eurobet dentro un gruppo con più insegne — e quindi dentro una struttura che non è un concorrente di sé stessa solo sulla carta.
BetFlag — SPID e CIE accanto alla registrazione classica
Betflag S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16008 per Betflag.it.
Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Questa è la scheda in cui il tema della verifica dell’identità è più esplicito, e per una ragione che riguarda tutti. Il conto di gioco richiede l’identificazione piena: senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. BetFlag mette le due strade — la registrazione manuale e quella digitale — sullo stesso piano, e questo è utile a chi non ha SPID o non ha voglia di attivarlo.
La CIE non è un’opzione che tutti possono sfruttare: richiede la carta d’identità elettronica, che non tutti hanno. Ma il fatto che l’operatore la offra accanto a SPID dice che ha investito nel rendere l’identificazione un passaggio breve invece di un ostacolo — e in un mercato dove il conto non validato non paga, la brevità del passaggio è un vantaggio concreto.
La scadenza dei 30 giorni merita di essere ripetuta nella sua forma esatta: non è un termine oltre il quale si paga una penale, è un termine oltre il quale il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi rimanda la verifica per settimane può ritrovarsi con un saldo che non riesce a ritirare nel momento in cui gli serve.
Betsson — migliaia di eventi tra pre-match e live
Azzurri Limited detiene la concessione ADM n. 16027 per Betsson.it; la stessa società titolare compare per Starcasino.it.
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
I mercati elencati sono quelli che un giocatore italiano riconosce come il nucleo del prodotto: l’esito finale, il totale delle reti, il goal/no goal, i marcatori. La combo non è un mercato in più, è una modalità: raggruppa più selezioni in un’unica giocata, e il prezzo finale è il prodotto delle quote dei singoli eventi. Chi la usa non sta comprando una quota più alta, sta comprando più rischio — che è diverso, e vale la pena dirlo perché il mercato le presenta come la stessa cosa.
La cosa da tenere a mente su questa scheda è societaria. Azzurri Limited è titolare anche di StarCasinò, e chi confronta i due marchi come alternative sta confrontando due insegne dello stesso gruppo. Non è una scorrettezza: è la struttura del mercato italiano dopo la gara del 2025, dove una società può gestire più siti.
Sulle condizioni del conto — limiti, pause, autoesclusione — le informazioni pubbliche dell’app non dicono nulla di specifico. Chi apre il conto le trova nelle condizioni contrattuali, e sono la prima cosa da leggere dopo la riga della licenza.
William Hill — le due strade per il bonus di benvenuto sport
William Hill Malta Plc detiene la concessione ADM n. 16044 per William Hill.
Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Questa struttura a due velocità è la cosa più interessante della scheda, e non è solo un’incentivo. Dice indirettamente quanto valga, per un operatore, il percorso di identificazione digitale: chi entra con SPID vale il doppio, per il bookmaker, di chi entra con i documenti. È un modo elegante di spingere verso SPID senza obbligare nessuno, e per il giocatore è un informazione pratica: il metodo di registrazione scelto alla partenza determina quanto si riceve.
Il termine delle 96 ore per l’invio dei documenti è quello che va letto con attenzione. Chi apre con la registrazione manuale e non carica i documenti in quella finestra non sta semplicemente perdendo il bonus: sta rischiando di trovarsi con un conto non validato, che dopo 30 giorni viene sospeso e bloccato nei prelievi. Le due scadenze — 96 ore per il bonus, 30 giorni per il conto — si sovrappongono, e la più corta è quella che conviene rispettare.
L’importo è contenuto, e va detto senza girarci intorno: 10 € non cambiano un bilancio. Ma la meccanica della verifica è l’unica parte di questa offerta che il lettore porta con sé su qualunque bookmaker scelga.
StarCasinò — il casinò con il bookmaker dentro
Azzurri Limited detiene la concessione ADM n. 16026 per Starcasino.it, la stessa società che gestisce Betsson.it sotto la concessione n. 16027.
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio nasce come casinò e il bookmaker arriva dopo, ed è un dato che riguarda il tipo di giocatore. Chi cerca un prodotto sportivo con la profondità di mercati di un operatore specializzato trova qui una copertura degli eventi principali, non un catalogo costruito intorno al calcio. Chi invece alterna casinò e scommesse trova un ambiente unico, che è esattamente ciò che il marchio promette.
Due insegne, una società: StarCasinò e Betsson non sono alternative fra loro, sono due porte della stessa casa. Chi le mette a confronto in una lista di preferenze sta facendo una scelta di interfaccia, non di struttura.
Sulle condizioni del conto — limiti, pause, autoesclusione — le informazioni pubbliche dell’app non dicono nulla di specifico, e la scheda si ferma qui. Chi apre il conto legge le condizioni nello spazio dedicato, che è la fonte che conta.
bet365 — partner globale della UEFA Champions League
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030 per Bet365.it.
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Metto le due cose insieme di proposito, perché è la combinazione che conta. Sulla pagina di questo operatore convivono la partnership più visibile del calcio europeo e una delle dotazioni di strumenti di tutela più dettagliate fra quelle che ho potuto leggere: pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, auto esclusione, con il numero verde nazionale indicato ai residenti in Italia.
Vale una riflessione, perché è il punto in cui il Decreto Dignità mostra il suo disegno. Il divieto di pubblicità dei giochi non riguarda la comunicazione di gioco responsabile: il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Il numero verde in un’app è esattamente questo. La sponsorizzazione di una coppa europea è un’altra cosa, e la linea fra le due è più sottile di quanto sembri.
La dotazione di strumenti qui è più ricca della media della tabella, e questo è un dato di fatto su cui si può costruire un confronto. Chi ha bisogno di strumenti di controllo attivi — pause programmate, avvisi sull’attività — trova qui più materiale che altrove, e per quel lettore la cosa pesa più di una quota.
Planetwin365 — più di 20 discipline e i principali campionati
Pwo S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16007 per Planetwin365.it.
L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La copertura delle competizioni è la più dettagliata della rassegna, e la cosa da notare è la presenza della Serie C accanto alla Coppa Italia. Là dove un operatore generalista si ferma alla massima serie e alle coppe europee, Planetwin365 scende nelle serie minori: è un catalogo pensato per chi segue il calcio italiano a tutti i livelli, e quel pubblico è più esigente di quanto il mercato creda.
Le oltre 20 tipologie di sport, con i risultati in diretta, completano il quadro: l’operatore non vende profondità su un singolo sport, vende ampiezza. È una scelta diversa da quella di un marchio che costruisce mercati articolati su un solo campionato, e in una comparazione le due strategie non si ordinano — si scelgono.
Sulle condizioni del conto le informazioni pubbliche dell’app non dicono nulla di specifico su limiti e autoesclusione. Le condizioni che l’operatore applica sono quelle del suo spazio contrattuale, e chi apre il conto le trova lì.
Rischi e tutele: il conto della differenza
A questo punto la differenza fra un concessionario e un sito estero si può mettere in colonna, senza retorica.
Cosa copre una concessione e cosa non copre nessuno
Su un operatore con concessione ADM una persona trova il RUA che estende l’autoesclusione a tutte le piattaforme autorizzate e alle sale fisiche; la vigilanza di ADM; strumenti obbligatori di limite e messaggi automatici; e una sede legale italiana dove far valere un diritto. Su un marchio.com privo di concessione non c’è nessuna di queste cose: non c’è il collegamento al RUA, non c’è la vigilanza ADM, non c’è il limite scelto in registrazione che vale come regola, e non c’è un tribunale italiano che risponda di default.
La concessione non è una garanzia di buona esperienza. È la garanzia che esiste un sistema a cui chiedere conto. La differenza è fra un rapporto regolato e un rapporto privato con una società che risponde a un ordinamento che non è il tuo.
La tassazione: quello che cambia per il giocatore
Sul fisco la distinzione non è teorica, ed è il tipo di cosa che un giocatore scopre troppo tardi. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dall’operatore e ammonta al 24,5 % se la raccolta avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite; sulle scommesse ippiche a quota fissa valgono le stesse aliquote. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Questa è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la cautela: consultare un commercialista per il proprio caso.
Sul fronte estero il quadro è diverso e riguarda direttamente il contribuente. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è quella di un prelievo che non avviene alla fonte e di una dichiarazione da fare nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il punto per chi legge è che la «convenienza» fiscale di un sito estero non esiste. Le vincite non sono nette, sono lordo da dichiarare. Chi vince una somma su un sito che non applica il prelievo alla fonte non ha ricevuto un regalo: ha ricevuto un importo su cui, secondo l’interpretazione dell’Agenzia, deve presentarsi al fisco.
La scommessa a quota fissa, il totalizzatore e gli eventi simulati
Per completezza conviene dire cosa può essere oggetto di una scommessa regolare, perché il confine del prodotto è anche un confine di tutela. L’articolo 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo.
Di questo elenco interessa soprattutto la parte simulata, perché è quella che il giocatore confonde con lo sport. Le scommesse su eventi simulati sono, per definizione dell’articolo 2, lettera v), scommesse su eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono legittime dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Non sono una partita: sono un prodotto con una quota e un margine, e va giocato sapendo cosa sono.
C’è poi un provvedimento di un direttore di ADM sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Resta il principio: la tutela dei minori di età è nominata dall’articolo 3, comma 1, lettera a), e l’età minima è 18 anni.
Cosa non è stabilito e come verificarlo da soli
Alcune cose che un lettore cerca non sono definite in modo pubblico, e vale la pena elencarle per quello che sono, senza farne un mistero. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto di un singolo operatore, se un brand prenda giocate di ippica nazionale online, se il palinsesto includa gli esports: sono tutte domande aperte, e la risposta sta nel palinsesto del bookmaker, non in una pagina di sintesi.
Sul betting exchange le cose sono in parte note e in parte no. È un gioco previsto come separato dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 dice che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è noto; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Su un tetto legale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non risulta nulla: gli strumenti che vincolano sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione. Sui pagamenti, i binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non risulta una norma che nomini binari approvati.
E i punti di ricarica meritano una riga, perché sono l’unico canale fisico che alimenta un conto online. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 li disciplina: ADM tiene un registro dei punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
La pubblicità: una regola in vigore, con un contenzioso aperto
Chi legge un sito di scommesse incontra due mondi comunicativi opposti, e la ragione è normativa. Il Decreto Dignità — articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018 — è in vigore, e ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. AGCOM lo fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Il quadro è però in movimento, e un lettore attento lo nota. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stato proposto, ma non è legge, un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Per il lettore la sintesi è semplice. Il divieto spiega perché un concessionario non può fare quello che un marchio estero, su un canale che non risponde all’AGCOM, continua a fare. Un.com che si pubblicizza con un banner su un sito italiano è la prova che la regola esiste solo dentro il perimetro che la applica.
Bonus, wagering e l’assenza di un tetto legale
Ultima materia, e la più fraintesa. Il bonus di benvenuto è un termine degli operatori. Il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un operatore con concessione può erogarlo, non può farne pubblicità come farebbe un marchio qualsiasi.
Non risulta un tetto legale al bonus né un tetto legale ai requisiti di puntata. Quindi l’importo, il wagering e le quote minime accettate vengono dalle condizioni di ciascun operatore, e questo è il punto che il lettore deve interiorizzare. Non esiste un numero di riferimento a cui appellarsi: quello che un operatore scrive nel proprio regolamento è la regola, e cambia da brand a brand. Un bonus con requisiti di puntata elevati non è illegale, è sfavorevole, e si riconosce leggendo le condizioni prima di accettare.
Conclusione: cosa fare prima di versare il primo euro
Chi arriva su questa pagina cercando siti di scommesse stranieri probabilmente cerca due cose: una quota migliore e un’alternativa. Sulla prima posso dire che il margine esiste su qualunque mercato e su qualunque sponda — su un mercato illustrativo a due esiti quotato 1,90 e 1,90 la struttura trattiene circa il 5 % di ogni unità puntata, e quel numero non cambia passando la frontiera. Sulla seconda vale la pena essere netti: l’alternativa esiste, ma il prezzo non è in una quota, è in ciò che si perde uscendo dal perimetro autorizzato.
La sequenza che consiglio è breve. Si apre l’elenco dei concessionari ADM e si controlla che il dominio su cui si intende giocare sia quello associato alla riga. Si leggono le condizioni del conto, in particolare il limite di deposito e le regole dell’autoesclusione, prima e non dopo il primo versamento. Si completa la verifica dell’identità subito, perché il conto non validato non paga. E si guardano i requisiti di puntata di qualsiasi bonus si accetti, ricordando che non esiste un tetto legale che li contenga.
Sul lato estero la posizione è quella che l’ADM stessa dichiara: il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Nessun bonus copre quel rischio, perché nessun bonus cambia il rapporto fra il giocatore e l’ordinamento in cui gioca.
I dieci operatori di questa rassegna sono tutti concessionari ADM, e la cosa che li distingue davvero non è la quota: è quanto sono espliciti su limiti, verifiche e strumenti di tutela nelle proprie condizioni. Uno di loro, bet365, mette nell’app pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività e auto esclusione, con il numero verde nazionale per i residenti in Italia. Altri due, Betsson.it e Starcasino.it, sono due insegne di una stessa società. Alcuni non dicono nulla di specifico su questo fronte nelle informazioni pubbliche, e per loro la verifica si fa nelle condizioni contrattuali.
La scelta, alla fine, non è fra un sito «bello» e uno «brutto». È fra due situazioni diverse: una in cui esiste un registro delle autoesclusioni che vale su tutto il mercato autorizzato, e una in cui non esiste. Chi ha bisogno di quella rete — e chi non ne ha bisogno oggi può averne bisogno fra un anno — sa già da che parte stare.
Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il rischio principale è l’assenza di tutele, non un disclaimer. Nessun collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, nessun limite di deposito che funzioni come regola, nessuna vigilanza di ADM, nessuna sede legale italiana. In più il dominio è soggetto a inibizione, e come dichiara ADM il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il nome del marchio. Si individuano il codice di concessione a cinque cifre e la società titolare, che raramente coincide con il brand. Poi si controlla che tu stia giocando sul dominio.it associato a quella riga: la concessione vale per sito, e un.com con lo stesso nome è un altro sito.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione registrata si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e copre anche le sale fisiche. I siti privi di concessione non sono collegati al registro, quindi chi si esclude lì resta senza quella protezione.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del D.L. 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, televisione, radio, stampa, affissioni e internet. AGCOM lo fa rispettare con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il divieto è in vigore.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni: l’asimmetria è la parte che conta. L’articolo 15, comma 1 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita e limiti fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM no: l’imposta unica, pari al 24,5 % sulla raccolta a distanza calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, è a carico dell’operatore, e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. Questa è una ricostruzione della stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso, consultare un commercialista.
Un bonus senza deposito è davvero senza condizioni?
Il bonus senza deposito è un termine degli operatori, e la parola «senza» riguarda il deposito, non le condizioni. Non risulta un tetto legale né agli importi né ai requisiti di puntata, quindi tutto dipende dalle condizioni di ciascun operatore. La domanda da farsi non è quanto vale il bonus, ma quanto bisogna giocare per renderlo prelevabile.
Perché due bookmaker diversi hanno la stessa società titolare?
Perché la concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Una società può gestirne più di uno: Azzurri Limited compare per Betsson.it e Starcasino.it, Eurobet Italia per Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Due insegne dello stesso gruppo non sono due alternative, e la riga della licenza lo mostra quando il brand non lo dice.
Se un dominio è bloccato, il conto e il saldo spariscono?
Il blocco agisce sul dominio, non sul rapporto contrattuale. Ma è proprio questo il problema: il sito continua a esistere con un altro indirizzo, e il giocatore si ritrova con un conto aperto presso una società di cui non conosce il titolare effettivo e verso cui non ha un foro italiano. Le inibizioni del 2025 hanno superato gli 11.000 domini, e i mirror ricompaiono nel giro di ore.
Siti non AAMS ed esteri – Sitiscommesseit.com
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