Scommesse sugli esports 2026: cosa dicono davvero le quote e cosa cambia con la concessione ADM

Updated Ottobre 2026
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Davanti a una quota non c’è mai una sola offerta. Ci sono due esiti, due prezzi e, in mezzo, una fetta che non compare da nessuna parte sul palinsesto: il margine del bookmaker. È la parte di ogni puntata che non torna mai indietro, e resta identica sia che la giocata sia vincente sia che sia perdente. Il resto — il bonus di benvenuto, la quota maggiorata, la combo — è costruito sopra quella fetta.

31 Ottobre 2026 — concessioni e riferimenti di licenza verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Tra i titoli esports più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft.

Chi cerca scommesse sugli esports in Italia cerca due cose molto diverse, spesso nella stessa sera. La prima è capire come funziona il mercato: cosa sono gli esports, quale torneo si gioca adesso, come si legge un 1X2 su due squadre di videogiocatori. La seconda è più concreta e più urgente: quale operatore, quale quota, quali soldi. Sono due domande legittime e portano a due strade diverse. Questo articolo le tiene separate finché può, perché confonderle è il modo più rapido per finire a scommettere su qualcosa che non si è capito.

La scelta, in questo mercato, non è tra dieci marchi quasi identici. È tra tre percorsi che non si assomigliano per niente: l’operatore con concessione che ti mette davanti a un palinsesto, la strada legale che ha un prezzo in euro e in adempimenti, e la possibilità concreta — che nessun comparatore ti spiega — che sugli esports il palinsesto approvato non contenga quello che stai cercando.

Radio, punteggi e una parola che l’italiano non ha tradotto

L’esport non nasce come scommessa. Nasce come competizione: una forma di gara che usa i videogiochi, quasi sempre multigiocatore, tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. Il resto — il biglietto, la quota, il margine — è arrivato dopo, quando il pubblico è diventato abbastanza grande da interessare chi organizza il mercato.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l'Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l'Intel Extreme Masters.

Chi arriva da una schedina di calcio trova il gergo familiare e le regole meno. Un 1X2 su due squadre che si affrontano in un videogioco non ha il pareggio nel modo in cui lo ha una partita di Serie A: le mappe, i round e i tempi supplementari nel contesto competitivo cambiano cosa significa «finisce pari». GG/NG, Under/Over, handicap, DNB: gli stessi nomi dei mercati calcistici ricadono qui sopra con logiche proprie, e la funzione che in Italia si continua a chiamare cash out, in inglese, serve a chiudere una giocata prima che l’evento finisca.

Il vocabolario tecnico conviene impararlo prima di guardare le quote, non dopo. Quota fissa è il modello dominante; il totalizzatore esiste nella legge ma non è detto che un operatore online lo offra.

Cosa sono davvero i titoli, e cosa sono i tornei

Fra i titoli più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. L’elenco dice una cosa importante a chi scommette: non è un unico sport con un’unica lega. È un insieme di discipline con meccaniche, durate e format che non si somigliano.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo.

Fra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Sono quattro nomi, quattro pubblici, quattro calendari. Un appassionato di picchiaduro non ha nulla in comune, come scommettitore, con chi segue il mondiale di League of Legends: cambiano i formati, cambiano le pause, cambia cosa si può sapere prima.

Un numero solo, per dare la misura di cosa girano questi tornei: The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari americani, il più alto nella storia degli esports a quel tempo.

Il calendario 2026: Esports World Cup, Parigi e 75 milioni di dollari

Il calendario di quest’anno ha un appuntamento che vale più di tutti gli altri messi insieme, e vale la pena guardarlo da vicino perché è il tipo di evento su cui un mercato dei videogiochi si costruisce.

L’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi, con un montepremi di 75 milioni di dollari americani e 24 giochi in programma. L’edizione precedente, nel 2025, aveva un montepremi di 71,5 milioni di dollari americani. Circa sette settimane di gare, ventiquattro titoli diversi, una sola città: per un bookmaker è una vetrina e un problema logistico insieme, perché il palinsesto deve coprire contemporaneamente discipline che non si assomigliano.

Sul fronte sportivo, il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo conquistato nel 2024. Due anni di fila sullo stesso trofeo: chi guarda al prossimo appuntamento sa che esiste una squadra che ha vinto due volte, e sa anche che questo, di per sé, non dice niente su come andrà la prossima.

Moltiplica le date per i titoli e arrivi a un calendario che non si chiude mai. Anche il campionato del mondo di League of Legends resta tra i tornei più seguiti dell’anno. Un appassionato di MOBA guarda un mondiale di due settimane; chi gioca a picchiaduro guarda l’Evolution Championship Series; chi segue Counter-Strike aspetta l’Intel Extreme Masters. Tre pubblici, tre calendari, tre momenti dell’anno in cui il palinsesto di un operatore diventa più fitto e le quote più numerose.

Dove finisce il calendario e comincia la schedina

Tra la data del torneo e la quota che hai davanti c’è di mezzo un passaggio che quasi nessuno conosce, e cambia il modo in cui si guarda il palinsesto di un operatore con concessione italiana.

Il palinsesto è il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

Questo spiega perché la domanda «si può scommettere sull’Esports World Cup dal sito italiano» non ha una risposta unica. Dipende ufficialmente da un elenco, e l’elenco lo gestisce l’agenzia. La conseguenza pratica per chi legge è secca: il fatto che un evento esista non significa che sia nel palinsesto di quell’operatore.

Cosa mostra davvero un’offerta esports, e come leggerla

Qui cambia il mestiere di chi sceglie. Un comparatore serio non parte dalla vetrina, parte dalla tessera: chi è il concessionario, con quale numero, e cosa dicono i suoi termini.

Il primo dato è che ADM (ex AAMS) è il regolatore, e che la licenza italiana si chiama concessione. Non è una licenza aperta, di quelle che si comprano e si rinnovano: è affidata per gara pubblica. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, disegna il quadro attuale. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Il secondo dato è più scomodo, e riguarda ogni riga della tabella qui sotto: la concessione è per sito, non per società. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una stessa società può tenere più concessioni: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il nome del concessionario, quasi mai, è il nome del marchio.

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul palinsesto
Eurobet ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, oltre a eventi di spettacolo e di politica
Sisal ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming di calcio, volley, tennis e basket
William Hill ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc L’Extra Bet Club assegna una freebet settimanale da 5 € per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
Planetwin365 ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. Principali campionati di calcio nazionali ed europei, coppe continentali, oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Lottomatica ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming
bet365 ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Betsson ADM n. 16027 — Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
StarCasinò ADM n. 16026 — Azzurri Limited Principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò
Betfair ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
SNAI ADM n. 16032 — Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con la funzione Cash Out

Nessuna di queste righe dice una parola sugli esports. È il punto più importante della tabella, e vale la pena dirlo con precisione: i termini e le descrizioni che gli operatori pubblicano — quelli che ho davanti — parlano di calcio, di Formula 1, di ippica, di boxe, di basket, di freccette. L’elenco dei concessionari, dal canto suo, non ha una colonna per i giochi. Una riga su quell’elenco non dimostra da sola l’offerta di scommesse sportive, e la concessione si può tenere in qualunque combinazione fra scommesse sportive, poker e skill games, giochi di tipo casinò, exchange betting e bingo.

Metti le due cose insieme e ottieni una regola operativa che vale più di qualsiasi classifica: la presenza nella lista di ADM non è una prova, e la presenza in un comparatore non è una concessione. Se ti interessa un titolo preciso, apri l’app o il sito dell’operatore e guarda la voce esports. È l’unica fonte che conta, ed è la stessa su cui i bookmaker costruiscono quello che dicono di offrire.

E qui una nota di fastidio, da parte di chi guarda questo mercato da anni. Il bonus di benvenuto «fino a 100 €» che campeggia in vetrina non è una promessa di denaro, è una promessa di puntate. William Hill lo lega a una multipla da almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0: chi legge la condizione scopre che il regalo ha un’etichetta di ingresso composta da una quota alta e da cinque partite. Una quota totale di 10.0 non è una scommessa, è una sfilza di scommesse.

La matematica che sta sotto a un 1X2

Prendi un mercato a due esiti — quello che nei videogiochi corrisponde a due squadre che si affrontano — e metti una quota illustrativa di 1,90 su ciascuna delle due strade. Non è un prezzo quotato da nessuno: è l’esempio da cui parte il conto.

La quota di payout è 1 ÷ (1/quota₁ + 1/quota₂), cioè 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90). Il risultato è un payout share di circa il 95 %, e il margine che resta al bookmaker si colloca in una forbice vicina al 5 % — con un valore più fine intorno al 5,26 % sul mercato esatto dell’esempio.

Su 100 € ripartiti in modo proporzionale tra i due esiti, l’operatore incassa circa 5,26 € e ne restituisce circa 94,74 €. Ho scritto «proporzionale» perché non è un dettaglio: funziona solo se i due esiti ricevono volumi simmetrici, cosa che su un mercato esports non succede quasi mai. Basta che il pubblico si concentri su una squadra e il margine effettivo sul singolo lato del mercato non è più quello di partenza.

La strada legale, e il suo prezzo in euro

C’è una differenza che gli operatori non scrivono nelle vetrine perché non fa vendere: la concessione ADM è una condizione, e un confronto onesto deve mostrare cosa comporta. Da un lato, un sito senza concessione non ha obblighi di tutela verso di te. Dall’altro, il sistema a distanza non è un optional che conviene ignorare.

Parti dalla base normativa. L’art. 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che un concessionario può offrire a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.

Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). E, per chi guarda l’offerta nel tempo, una garanzia di stabilità: i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

Il dettaglio che conta per chi scommette sugli esports è l’art. 2, lett. s. La definizione di palinsesto — il programma di eventi e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM — significa che ogni evento va dentro quell’elenco prima che tu possa puntarci. Non è una formalità burocratica: è il motivo per cui un torneo internazionale può esistere, essere seguitissimo e non comparire sul sito italiano.

E se il virtuale ti tenta, vale una precisazione. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati», cioè eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale pre-registrato. Sono ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali». Attenzione a distinguerli: un evento simulato non è un esport, è una simulazione. Il formato visivo è simile, la natura no.

Sullo ippica il legislatore ha tenuto due cose separate, e confonderle porta a cercare un mercato che non c’è. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono invece una concessione propria. Se un marchio online accetti i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere.

Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): lì il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi tengano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere qui; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Il tetto di spesa che non esiste (e quello che esiste davvero)

Arriviamo a una domanda che in Italia produce un sacco di leggende: esiste un tetto di spesa statale sulle scommesse? La risposta, per il quadro qui ricostruito, è che nessun tetto statale in euro sulle puntate sportive risulta. Gli strumenti che vincolano davvero sono i tuoi autolimiti e il limite di deposito che scegli tu in registrazione.

E qui arriva la parte che vale la pena leggere due volte. L’art. 15, comma 1 prevede una serie di tutele: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il punto interessante è nel secondo strumento. Non è un numero fisso uguale per tutti: ADM dà i protocolli, il concessionario fissa il tetto, e quel tetto cambia con l’età e con il comportamento di gioco. In soldi tradotti, un conto movimentato e nuovo non ha lo stesso tetto di un conto dormiente che si riattiva.

C’è poi l’addestramento dell’operatore alla tutela, che quasi nessuno conosce: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, con un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa.

E una piccola cosa sulla quale il mercato insiste molto meno di quanto dovrebbe: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. L’entrata in vigore, però, non risulta confermata. Tradotto: la barriera c’è sulla carta, e sul conto corrente non è ancora detto che ci sia.

Sui pagamenti conviene sapere anche come funzionano i punti vendita ricariche (art. 13, D.Lgs. 41/2024). ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Fra i canali che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori con concessione ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e nessuna norma che nomini canali approvati risulta.

I due registri da guardare prima di aprire un conto

Fra gli strumenti di tutela italiani ce n’è uno che non ha equivalenti nel mondo delle licenze offshore, e vale la pena capirlo prima di aprire un conto.

Il Registro Unico degli Autoesclusi, nato nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Non solo quella su cui hai attivato l’autoesclusione: tutte. E non solo online: blocca anche le sale e i punti vendita fisici. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore sceglie. Una fonte di settore riporta che le forme di esclusione parziale partono dal 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano.

L’altro registro è quello dei siti legali. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso, e il blocco opera a livello DNS.

Il fenomeno è grande e va detto con il suo nome: un ordine del 2025, come riportato dalla stampa di settore, ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, con mirror — siti cloni che ricompaiono sotto nuovi indirizzi — che tornano online in poche ore.

Sui minori il quadro normativo ha un incrocio curioso: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e una decisione di un direttore ADM su scommesse e minori cita il DM 111/2006. Il contenuto di quella decisione non è noto.

La Legge 401 e quello che rischia il giocatore

Se il conteggio dei domini oscurati sembra una partita persa, fermati sul punto successivo, perché non parla di server.

ADM, in una comunicazione del 28 febbraio 2024, è esplicita sull’articolo che regge tutto questo: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4.

Leggi la seconda frase due volte. La sanzione non riguarda solo chi mette il banner: riguarda anche chi partecipa. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore non sono noti qui, quindi il quadro resta quello che ADM dichiara, senza precedenti da raccontare. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Prima di lasciare il capitolo legale, due cose sulla pubblicità, perché spiegano molto di ciò che un lettore non vede nelle vetrine italiane. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi. Sul fronte applicativo 2025-2026: la stampa di settore riporta che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €, e che due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: esito non trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Bonus: cosa vieta il divieto e cosa no

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un «bonus di benvenuto» resta perfettamente legale; quello che non si può fare è reclamizzarlo. Non esiste un tetto statale ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore.

Sisal dà la misura di come si apre un conto con bonus: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Tre passaggi, nessuno dei quali è «vincere qualcosa». La prima ricarica è il gate, e il bonus è credito da giocare, non denaro da incassare.

Le tasse: chi paga, e chi non dichiara

Questa parte vale per gli operatori con concessione, e vale la pena leggerla perché è il punto in cui l’Italia fa una cosa che molti mercati non fanno.

L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, come riportato dalla stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore la logica è opposta e più semplice: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa — «tassate alla fonte», il giocatore riceve il netto e non dichiara nulla — e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi in chiusura di discorso va detto con franchezza: consultare un commercialista.

Il quadro cambia del tutto se il sito non ha la concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa per quello che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Guarda la differenza in termini di scelta, perché è il cuore di tutto questo capitolo. Con la concessione, il fisco si prende la sua parte prima che i soldi arrivino a te e tu non compili niente. Senza, i soldi arrivano interi e la dichiarazione è un tuo problema. La seconda strada sembra più conveniente finché non consideri il resto: nessun RUA che ti protegga, nessuna supervisione ADM, nessun foro italiano e, per come ADM legge la Legge 401, un rischio penale in capo al partecipante.

Il margine, il rigioco e la vetrina

Torniamo al punto da cui siamo partiti, perché ora ci sono gli strumenti per leggerlo. C’è un numero che nessun operatore scrive e che decide quanto vale davvero ogni quota che vedi: il margine del bookmaker. Sull’esempio a due esiti con due quota a 1,90 sta in una forbice vicino al 5 %, con un valore più fine intorno al 5,26 %; su un mercato live esports, con due esiti che si muovono in fretta, la stessa struttura si stringe o si allarga secondo il momento.

Poi c’è il momento in cui il margine smette di essere una questione teorica e diventa un conto sul tuo conto: quando un’offerta ti chiede di giocare molto. Un requisito di puntata non è una tassa una volta sola, è un pedaggio che paghi a ogni giro. Una freebet settimanale da 5 € che richiede una multipla da almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 è un premio che vive dentro il margine, non sopra di esso, e il costo di quel pedaggio lo paga chi gioca la multipla.

E poi c’è il terzo numero, quello che nessuna classifica mette in cima: il palinsesto. Un’offerta esports che non c’è non vale nulla, per quanto larga sia la quota che hai in mente di trovare.

Dove guardare prima di versare, e cosa non troverai qui

Se dovessi ridurre il metodo a tre gesti, sarebbero questi. Apri la pagina dei termini dell’operatore e cerca numero di concessione e società: sono dichiarati lì, e il registro di ADM ti permette di incrociarli. Poi fatti la domanda sul palinsesto: il titolo che ti interessa è nella sezione esports dell’app o del sito? Se non c’è, la concessione non ti aiuta, e nessuna quota te lo farà trovare. Infine guarda gli strumenti di tutela prima di versare: sul deposito, un abbassamento ha effetto immediato e un aumento aspetta sette giorni. Chi comincia con un limite basso e poi lo alza ha un margine di sicurezza che chi parte alto non ha.

Un’ultima cosa, sulla domanda che in Italia resta senza risposta certa: le scommesse sugli esports nel palinsesto approvato di ADM. Non è dato sapere se ci siano. La conseguenza non è che non si possa scommettere, è che la prova di quello che un operatore offre sta nella sua app e nei suoi termini, non nell’elenco dei concessionari e non in una classifica. Chi ti dice il contrario ti sta vendendo qualcosa.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi che fanno parte del palinsesto ufficiale, un programma di eventi e tipologie di scommessa predisposto da ciascun concessionario e approvato da ADM. Poiché ADM autorizza ogni singolo evento, la disponibilità di una disciplina come l’esport dipende esclusivamente dal palinsesto specifico approvato e pubblicato dall’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si incrociano due cose. L’operatore dichiara numero di concessione e società nei propri termini; ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con una riga per sito .it e codici da 16000 a 16051. Attenzione: la concessione è per sito, non per società, e il concessionario raramente porta il nome del marchio.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno economico si ottiene moltiplicando l’importo della puntata per la quota assegnata all’esito scelto; il profitto netto invece si calcola sottraendo la puntata iniziale dal ritorno totale. Su 10 € scommessi a quota 1,85, il ritorno è di 18,50 €, generando un guadagno effettivo di 8,50 €. In una scommessa multipla, le quote vengono moltiplicate tra loro creando un unico coefficiente finale.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Il margine è quello che resta del 100 % una volta sommati i reciproci di tutte le quote di uno stesso mercato. Su un mercato a due esiti con quote illustrative di 1,90 e 1,90 il payout è circa il 95 % e il margine si colloca in una forbice vicino al 5 %, con valore più fine intorno al 5,26 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite ottenute tramite un concessionario ADM non sono soggette a tassazione in capo al giocatore e non vanno dichiarate, poiché il prelievo fiscale viene applicato direttamente alla fonte dal concessionario. Si tratta di una prassi riportata dagli organi di stampa, non confermata ufficialmente, pertanto è consigliabile consultare un commercialista. Sui siti privi di concessione, l’Agenzia delle Entrate le considera redditi diversi.

*Contenuto informativo a scopo editoriale. Le scommesse sono vietate ai minori di 18 anni. Il gioco può causare dipendenza patologica. Per informazioni e supporto è disponibile il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.*

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